L’Italia aumenterà la spesa per la difesa una volta uscita dalla procedura di deficit dell’UE, ha dichiarato un ministro.

In un contesto di crescenti esigenze geopolitiche, l’Italia ha programmato un significativo aumento della spesa per la difesa non appena uscirà dalla procedura per deficit eccessivo presso l’UE, prerequisito per la sostenibilità del debito. Il governo fa affidamento a tal fine su una clausola di escape dal quadro di bilancio e sugli impegni assunti nell’ambito della NATO, senza incorrere in sanzioni europee.

Quadro di bilancio e vincolo macroeconomico

Il governo italiano ha annunciato che aumenterà la spesa per la difesa solo dopo essere uscito dalla procedura di deficit eccessivo, che è attualmente l’obiettivo prioritario della sua gestione di bilancio. Per conciliare questo sforzo militare con la sostenibilità del suo debito, l’esecutivo potrebbe ricorrere a una ‘clausola di fuga’ europea che gli consentirebbe di aumentare il suo budget per la difesa senza penalità fino a +1,5 punti di PIL, rispettando al contempo i criteri di Maastricht.

Impegni strategici – obblighi verso la NATO e l’UE

L’Italia allinea l’aumento della sua spesa per la difesa ai suoi impegni con la NATO, con un incremento progressivo per raggiungere gli obiettivi definiti dall’Alleanza. La modernizzazione degli armamenti è una parte di questo approccio, ma è inseparabile da interventi sulle infrastrutture – il ponte verso la Sicilia è ora considerato un investimento militare strategico – e dal potenziamento dell’industria nazionale con gruppi come Leonardo o Fincantieri che partecipano al “ciclo di riarmo” europeo.

Scelte di finanziamento e priorità di spesa

L’Italia ha scelto di non utilizzare i fondi di coesione dell’UE per finanziare la sua crescita militare. Per finanziare la sua spesa per la difesa, preferisce ricorrere a meccanismi di finanziamento alternativi come il piano “ReArm Europe”, che consente prestiti dedicati, per non gravare direttamente sul bilancio nazionale. L’accento è quindi posto tanto sugli investimenti in equipaggiamenti e infrastrutture quanto sui costi correnti (personale, operazioni), in attesa dell’uscita dalla procedura di deficit.

L’Italia incrementerà la sua spesa per la difesa solo dopo aver risanato le sue finanze ed essere uscita dalla procedura di deficit dell’UE. Facendo leva su meccanismi di finanziamento innovativi e sui suoi impegni atlantisti, Roma intende mantenere la rigore di bilancio rafforzando al contempo le sue capacità militari.

Kabirou

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