Petrucci richiama i club e difende la Nazionale
Alla vigilia delle qualificazioni per la Coppa del Mondo 2027, Gianni Petrucci alza la voce. L’ex presidente del CONI vuole proteggere la squadra nazionale dalle pressioni sempre più forti dei club e degli allenatori. Le sue dichiarazioni riaccendono un dibattito antico ma mai risolto: chi deve davvero gestire la selezione italiana? Le parole di Petrucci aprono un nuovo capitolo in un conflitto che attraversa tutto lo sport italiano.
Petrucci attacca le ingerenze dei club Gianni Petrucci ricorda che alcuni dirigenti sportivi si comportano come se fossero intoccabili. A suo avviso, i loro atteggiamenti superano ormai i limiti. Secondo lui, diversi club cercano di influenzare le scelte del commissario tecnico. Petrucci afferma chiaramente che non tollererà più quella che considera una deriva pericolosa. Nel mirino ci sono presidenti e allenatori che decidono quali giocatori liberare. Così, avverte che ogni convocazione deve essere rispettata senza condizioni.
Un richiamo fermo: la convocazione è obbligatoria Petrucci ricorda una regola semplice. Quando la Nazionale chiama un giocatore, questi deve presentarsi. Il club non ha quindi il diritto di negoziare o imporre limiti. Sottolinea inoltre che esistono sanzioni. Un’assenza ingiustificata comporta una sospensione in campionato. Di conseguenza, la federazione vuole ora applicare la norma senza eccezioni.
Il ct Banchi preso tra due fuochi Luca Banchi agisce con prudenza. Seleziona i giocatori cercando di non penalizzare i club. Tuttavia, questo approccio conciliante mostra i suoi limiti. Le tensioni aumentano quando alcuni club ritirano un giocatore senza spiegazioni. Questa situazione complica la preparazione. Di conseguenza, l’equilibrio tra club e Nazionale diventa ancora più fragile.
Parallelo con la situazione del calcio italiano Petrucci cita Gennaro Gattuso. Il commissario tecnico della Nazionale di calcio affronta gli stessi ostacoli. Anche i raduni diventano difficili da organizzare. I dirigenti del calcio chiedono un dialogo costante. Petrucci comprende la loro posizione ma denuncia certi comportamenti eccessivi. Così, invoca un atteggiamento più rispettoso verso le selezioni nazionali.
I giovani italiani costretti a emigrare L’Italia ha molti giovani talenti. Eppure, molti partono per giocare all’estero. Di fatto, i club esitano a dar loro vere responsabilità. Petrucci assicura che la Nazionale resterà aperta ai giovani. Segue con attenzione Luigi Suigo, già in Serbia a soli 18 anni. In sintesi, il futuro dipenderà dal coraggio dei dirigenti italiani.
Il progetto NBA Europe: una rivoluzione in arrivo La NBA sta valutando un’espansione in Europa. Città come Roma e Milano figurano tra le candidate. Questo progetto potrebbe trasformare profondamente il basket europeo. La NBA considera l’Italia un territorio strategico. Il Paese è l’unico incluso nel programma Under 13. Pertanto, l’impatto sullo sport italiano sarebbe enorme.
Infrastrutture italiane: un cantiere prioritario Roma procede con la copertura del Centrale del Tennis. Milano attende l’apertura dell’Arena di Santa Giulia. Progressivamente, le città si preparano a una nuova era.
Giustizia sportiva: Petrucci chiede un’indipendenza totale Il caso Trapani riapre il dibattito. Il club ha perso un punto per debiti fiscali non pagati. Così, Petrucci sostiene una giustizia sportiva esterna, più neutrale. Desidera che i giudici sportivi conoscano davvero il basket. Le decisioni devono seguire il regolamento senza interferenze politiche. In questo modo, la credibilità del sistema sarebbe rafforzata.
Il ruolo del CONI e l’evoluzione dei finanziamenti Luciano Buonfiglio guida ora il CONI. Secondo Petrucci, adotta un approccio pragmatico. Accetta che Sport e Salute controlli i budget. Le federazioni pagano ora affitti e servizi. Petrucci sostiene questa evoluzione nonostante i costi. Ritiene inoltre che questa gestione modernizzi il modello sportivo.
Sicurezza negli stadi: una priorità assoluta L’omicidio dell’autobus di Pistoia sconvolge il Paese. Per Petrucci si tratta di un atto criminale intollerabile. Per questo sostiene tutte le misure di identificazione dei tifosi. Preferisce procedure lunghe piuttosto che un’altra tragedia. In questo senso, la rigore resta indispensabile per proteggere il pubblico.
Gianni Petrucci manda un messaggio chiaro: la Nazionale deve tornare una priorità. Chiede disciplina, rispetto delle regole e una visione di lungo periodo. Le sue parole riaprono il dibattito sull’equilibrio tra club, federazioni e competizioni. Alla fine, il suo intervento spinge lo sport italiano a riflettere sul proprio futuro, tra modernizzazione, sicurezza e rispetto delle selezioni nazionali.
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